
Italiani popolo D carnivori. Con 24,2 Kg D carne procapite l’anno siamo
terzi in Europa dopo la Danimarca ( 28,3 ) e la Francia ( 26,5 ).
Lo afferma uno studio D Bord Bia ( Irish Food Board ).
Articolo apparso sul free press “Metro” del 17 Luglio 2008.
Questo è in parte un male, aggiungo io, perché oltre all’aumento del consumo D carne e al conseguente aumento dei prezzi e della produzione D essa, si cambia il modo D allevare l’animale. Dall’allevamento a pascolo siamo finiti a quello intensivo.
Visitando il sito Peace Link.it si può meglio capire come si generano i principali costi ambientali legati alla produzione D carne…
Che sono:
A: Produzione del foraggio per l’alimentazione dell’animale che producono oggetti significativi come 7 tonnellate per ogni tonnellata D carne bovina ad esempio;
B: Conseguente utilizzo D fertilizzanti per i primi, antiparassitari e cure per gli animali;
C: Aumento consumo D acqua per irrigazione foraggi, abbeveraggio e company.
D: Emissione diretta in atmosfera D gas climalteranti da parte degli animali tramite escrementi, sia da parte dell’uso per l’uso dei mezzi meccanici.
Cosa comporta questo?
Un occidentale in un anno provoca l’emissione D 0,5 tonnellate D CO2 solo consumando carne.
E senza calcolare che anche i trasporti a prodotto finito e quelli che riguardano i vari spostamenti durante la fase D cura ed allevamento, producono altri danni ambientali da aggiungere alla lista…
La.St.






























