Ecco il sistema scova-utenti: l’anonimato vacilla

5 01 2009

L’anonimato sul web potrebbe avere i giorni contati. In base al sito Gnet, il governo cinese avrebbe proposto uno standard tecnico alle Nazioni Unite per risalire alla fonte originale D tutte le comunicazioni in Rete. Gli esperti D tecnologia tremano: al progetto sta collaborando anche la Nsa ( National Security Agency ) americana. Ma un eventuale dispositivo che consenta D risalire all’autore D ogni “mossa” sul web pone più D un allarme anche in materia D privacy, che verrebbe meno anche per i fornitori D servizi che invece la garantiscono.
Certo, in caso D attacchi D hacker, il sistema è indubbiamente risolutivo. Ma le Nazioni Unite non possono imporre gli standard da usare sul web e le informazioni su IP Traceback ( così si chiama il sistema ) che l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni ha fornito sono poche. Nei prossimi mesi ne verrà verificata l’applicabilità.

Fonte: Valerio Mingarelli “Metro” del 17 Settembre 2008.





MySpace, Facebook, YouTube: il terremoto dietro la rete

25 08 2008

Web 2.0: un fenomeno che ha cambiato il modo D vivere la rete.
Facebook, MySpace, YouTube… Si ma dietro cosa c’è? Ecco un pò D numeri su cui fare riflessioni:

MySpace: Il social network con il maggior numero D iscritti ( 300 milioni ), acquistato da News Corp D Rupert Murdoch per 580 milioni D dollari, quest’anno mancherà del 10 per cento il proprio target ma farà comunque 200 milioni D profitti operativi ( circa 850 milioni in ricavi ).
Merito D contenuti D qualità forniti da Band musicali e D un marketing molto diversificato, che comprende anche intere pagine vendute a sponsor per organizzare una campagna e interagire con gli utenti.

Facebook: Uno dei social network più popolari, con 150 milioni D iscritti, quest’anno perderà 150 milioni D dollari. Ricava appena 50 milioni al netto.
Sta provando, tra tante polemiche, un modello D business pubblicitario basato sui dati e le scelte personali degli utenti. Ciò nonostante, Microsoft ne ha comprato l’ 1,6 % per 240 milioni D dollari e ha stretto accordi D partnership esclusivi.

YouTube: Il portale video più famoso ( 250 milioni D visitatori ), acquistato da Google per 1,65 miliardi è notoriamente in perdita e quest’anno ricaverà 200 milioni ( dicono fonti del Wall Street Journal ).
Google, che ne è proprietaria, sta sperimentando però pubblicità all’interno dei video ( per ora solo negli Usa e nel Regno unito ) e con accordi appena stretti con Hollywood aumenterà i suoi contenuti D pregio, interessanti per gli sponsor.

Bebo: Ha 40 milioni D iscritti, è stato acquistato da Aol ( Time Warner ) per 850 milioni D dollari. Quest’anno farò 20 milioni D ricavi e 5 in profitti ( il triplo dell’anno scorso ), grazie alla pubblicità su varie piattaforme ( anche cellulare ).

Linkedin: Ha 20 milioni D iscritti, quasi tutti professionisti. Quest’anno si stima ricaverà 100 milioni e avrà circa 10 milioni D profitti. Guadagna dalle quote che le aziende pagano per trovare sul sito candidati. Così funziona anche l’europeo Xing ( 5,76 milioni in profitti, triplicati dal 2007, 15,91 in ricavi ).

Fonte: L’Espresso settimanale del 7 Agosto 2008.








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